domenica 12 luglio 2009

FIGURE DI PERSONE... NON DI CERTO VIP - 9 -





di Dario Petrolati


IL PERSONAGGIO : TINA ANSELMI

Tina Anselmi è nata a Castelfranco Veneto nel 1927. Stupenda cittadina che dette anche i natali al Giorgione-il pittore della " Tempesta". Seppure sia vissuto poco il magnifico artista è passato alla storia dell'arte come uno dei massimi espressionisti di paesaggi e figure mitologiche, anticipando nel tempo e di tanto, la quiete e la vivacità degli "impressionisti"anche per la purezza del tratto quasi raffaellita. La vaghezza anche sempre aleggia come fosse presago dei pochi anni di vita serbatigli dall'ingrato destino. Di certo le sue opere catalogate e riconosciute come originali non superano il numero di trenta. Dimentichiamoci del Giorgione senza scordarlo però e torniamo alla nostra eroina. La Tina come la chiamano quassù. Crebbe in zona contadina tra zolle di terra spaccate da sudori di fatica dei più grandi, in mezzo a vaste distese piatte e generose che sempre hanno ripagato i lavoratori che iniziavano la giornata col sole e la chiudevano al suo tramontare. Tina crebbe all'ombra del Campanile vicino la parrocchia assieme alle altre bambine che avevano sogni e preghiere in testa sino al tempo furioso in cui arrivò il morso della guerra. Fatti e misfatti molto sanguinosi forse non turbarono la certezza della ragazza chè sapeva per fede e studi anche la storia della vita. Subito senza alcun dubbio Tina seppe scegliere la giusta parte ed anche se giovanissima aderì alla Resistenza. Aveva appena 17 anni e come staffetta a piedi e con la pesante bici vecchia da uomo fu " assunta" dalle brigate Cesare Battisti-Combattenti dei Reparti Volontari per la libertà. Poco più che ragazza Tina passava tra spari e fiamme - morti e feriti per portare cibo ai combattenti ed anche ordini scritti su lisi fogli di carta. Vestiva da contadina senza mai pensare alle sue umili origini contribuendo a chè la Patria fosse salva e non disonorata. A poco a poco la guerra terminò lasciando lutti e lacrime in ogni famiglia e Tina si accorse che la sua più spensierata età di ragazza stava compiendosi. Senti un forte richiamo alla partecipazione civile e non disarmò. Cominciò a fare politica attiva per la Democrazia Cristiana quassù nel Veneto ove tutti la conoscevano e sapevano di Lei. Alle prime libere elezioni nazionali Tina fu eletta deputato per la Camera ove portò esempio e richieste della gente di ogni fede. Ininterrottamente dal 1968 al 1992 fu sempre eletta con larghissima voce di consensi. Nel 1976 divenne addirittura Ministro del Lavoro e della Massima Occupazione ed il fatto fece scalpore in quanto donna. Tina tirava sempre avanti senza badare a chiacchiere cercando nella coerenza di realizzare l'impegno per il quale era stata scelta. Nell'anno 1978 fu eletta Ministro della Sanità ove cercò di continuare nel difficile intento che Le era stato assegnato. Nonostante i Suoi alti incarichi Istituzionali Tina continuò ad avere una vita privata modesta senza mai dimenticare le sue origini, la gente che aveva in Lei fiducia, ed essere sempre un esempio per il popolo che poteva scegliere i suoi rappresentanti. Negli anni 1981-1985 presiedette la Commissione d'inchiesta sulla Loggia P2. Furono anni duri e difficili fatti di trabocchetti e corruzioni- ma Tina non piegò mai la schiena e senza paura forse tirò diritto per adempiere quell' impossibile difficilissimo dovere che sempre la sostenne. Fu minacciata fisicamente molte volte chè scoprì quanta corruzione aleggiasse nell' intero Paese in ogni rango anche i più impossibili. Tina, da forte ex contadina, istruita, resse senza mai ascoltare suggerimenti e consigli anche di padroni di banche. La Sua integrità pagò cara tanto che il suo stesso partito non la candidò più chè creava problemi la verità per la quale la ex staffetta sempre combattè. Nelle pause politiche ritornava sempre quassù nella vecchia umile casa da dove molti anni prima era partita per Roma. Anche adesso nonostante l'età e la feroce malattia che sempre l'accompagna tentando di portarla via per sempre, Tina Anselmi non dice mai di no quando la vanno a prendere per testimonianze storiche chè la sua figura fisica e la sua voce che se ne sta andando pure sono lapidi di fronte alle quali nessuno osa contraddire. Più volte qualcuno ha tentato di fare il Suo nome per conferirLe la carica di Senatore a vita. Tina schiva cm'è si scansa anche perchè sa che ancora c'è gente che non perdona la sua presidenza della P2. Più volte a Roma quando era potente la videro per Via Condotti o a Piazza di Spagna sotto Natale camminare da sola con un sacchetto di castagne arrosto sola con la scorta lontana qualche metro. Allora Tina Anselmi pensava alla Sua Terra lontana alla scelta di vita che aveva fatto e chissà cosa altro chè sempre riservata e generosa questa Signora è stata.

sabato 11 luglio 2009

SBAGLIARE E' UMANO MA PERSEVERARE E'...




di Franco Giannini



Quando ti senti "imbarazzato", l'unico sistema, è mettere due dita giù per la gola e liberarti...

Ecco allora.... Non erano trascorse che poche ore da quelle tragiche 3 e 32, che si già si era cominciato a rompere tutto ciò in cui non ci era riuscito neppure il terremoto, fornendo al mondo intero la notizia che questo G8-2009 si sarebbe tenuto a L'Aquila. E così è stato come il nostro condottiero, in veste di amichevole anfitrione più che di responsabile politico, si era riproposto. Nel ruolo di fedele maggiordomo tuttofare, in regolare maglietta blu di ordinanza, non è mai mancato ai compiti riservatigli, il responsabile dell'emergenza. Ora tutti stanno tirando, anche se disinvoltamente senza farsi quasi accorgere, un respiro di sollievo. Gli "amici" se ne vanno, che inutili serate...
A questo punto i risultati ottenuti in questi rapporti, visto il tempo impiegato, sarebbero da ritenersi più che altro "sveltine", che hanno lasciato insoddisfatte sia le "ladies G8", sia chi si attendeva più eclatanti conclusioni. Il primo giorno i lavori sono iniziati con una colazione di lavoro dalle 13 alle 15, l'indomani dalle 10 alle 12 con cena di gala, la terza giornata saluti, conferenza stampa e smontaggio del tendone...e trasferimento del circo. Più che proficui scambi, intensi rapporti, hanno dato l'impressione di coiti interrotti... e quello che si è ottenuto una tentata gravidanza in provetta, che come il più delle volte avviene però, porta a sterili aborti. Si è anche parlato di clima...tutti daccordo, e la Cina, se pur assente il premier, con il suo "Si, però..." ha rimandato tutto e tutti a più in là. Per la produzione di Anidride Carbonica, tutti propensi ad abbassarla, tutti consenzienti nella necessità di ridurla fino all'80%..."Si però, entro il 2020 o il 2050...come dire "intanto noi non ci saremo". Si è parlato pure di Fame nel Mondo, non certo quella dei signori presenti, che hanno svolto il loro ruolo di persone informate dei fatti, seduti davanti a tavole imbandite ( e ridicole, le false le immagini, oserei dire offensive, quelle delle loro ladies con il bicchiere rosso di "Porridge"- non so neppure come si scriva- per salvare i bimbi dell'Africa. Fossero state a casa ed avessero devoluto il loro costo ai problemi africani avrebbero reso, seppur infinitesimale, un piccolo ma reale contributo...!!) . Del resto dove meglio si poteva parlare di fame, ancora una volta e se non a tavola !! Ed ecco che allora hanno risolto questo biblico problema, decidendo di destinare all'Africa 20 miliardi di $ ripartiti in tre anni. Che bello, se fosse vero e se non fossero inclusi in questa cifra anche i contibuti di già a suo tempo promessi (dove sta il dovere di verità ?), ma mai onorati. Noi, almeno, da buoni italiani e per tacitare una specie di coscienza, per bocca del nostro leader massimo, ci siamo scusati della dimenticanza... Si è parlato anche, non fidandoci di come questi importi potrebbero essere usati (e diciamocelo francamente, noi in questo abbiamo una certa esperienza!) di come controlleremo periodicamente l'avanzamento e la veridicità dei progetti decisi dai paesi che ne beneficeranno. Io la persona adatta a questi controlli l'avrei ! Meglio non potrebbe essere indicato a svolgere questo compito che ancora lui, l'uomo con la maglietta blu: l'uomo delle "sfighe", che dopo i terremoti, le alluvioni, gli incendi,... perché no...anche la fame? Ma, non bisogna essere sempre pessimisti, ecco che guardando bene a fondo qualche risultato c'è stato, anche se un po' fuori del G8 Aquilano, ma sempre merito di detto riflesso. Uno in Russia, con una riduzione dell'armamento atomico ed uno in casa nostra con un gemellaggio CINA-FIAT e non solo, la cui utilità io, però, la giudicherò sui risultati concreti più che sulle carte firmate, ancor più poi, quando si parla di contratti con i cinesi. Un dato di fato però, lo si è ottenuto anche tra i G8, quando entusiasticamente hanno saputo della partenza precipitosa del presidente cinese, per un piccolo problema venutosi a creare in patria e che solo lui con bonaria, paterna, salomonica decisione poteva porre termine. Deve essersi tirato un gran sospiro di sollievo, non dover parlare durante il corso dei lavori, di Tibet, Rispetto dei Diritti Civili, Libertà di Espressione, e proprio mentre ad oriente stavano spirando venti tempestosi che offuscavano anche il Web. Da uomo della strada mi sono chiesto, il perché però si sia parlato di questi problemi, ma solo per l'IRAN e non per la CINA: che possano entrarci, quei profitti di cui anche il Papa ha tanto parlato e forse inutilmente, perché si sa, non c'è più sordo di chi non vuol sentire?? In fin dei conti, la politica si sa, in questi incontri non è che sia poi il piatto principale, ma solo un contorno tra i tanti primi piatti da facciata. Mi chiedo infatti a che serva portarsi dietro le mogli, ma quando mai si è visto dei lavoratori che portano al lavoro le consorti. Se è vero che quello del politico è un lavoro come gli altri e non un beneficio, mi chiedo, inoltre, a che serva tutta quella ostentazione di regali, ed oltretutto anche "pacchiani" come anelli per le signore con l'emblema del G8, collier, e libri con la copertina in marmo bianco del peso di 25/30 kg, vesti da camera, mobili che ostentatamente vengono sottolineati "sobri", ma sono tutti griffati, in quanto non certo acquistati al supermercato. La sorpresa, però, finale l'ho avuta quando ho ascoltato che questa esperienza, improduttiva già da sempre, vorrà essere ripetuta, non solo, ma anche allargata...ma allora qui c'è da dire che "perseverare è diabolico...", non lo "si fa, lo si è". Ho visto la Sua immagine durante la conferenza stampa finale. "Ho fatto quasi un miracolo", ha detto autoelogiandosi, ma con un viso stanco, tirato, grinzoso e superinc...to, (forse dimentico anche che "chi si loda si sbroda") con il quale ha annunciato un altro vertice di questa "fiera delle vanità", ancora a L'Aquila, anche se con altri contenuti. Chissà, che forse abbia deciso di abbandonare la politica, per ritornare a fare il lavoro che meglio gli era riuscito, l'impresario teatrale...il capocomico? del resto il G? altro non è che un teatro itinerante.

lunedì 6 luglio 2009

G8 - LE "STELLE" CI STANNO A GUARDARE...



di Franco Giannini

Già da giorni, ma oggi in principal modo, i notiziari delle TV, con un maggior scassamento quelle non governative (che oggi c'è da chiedersi quali esse siano) ci danno le più ampie assicurazioni di come i "grandi" vivranno sonni tranquilli ed altrettanto sarà il loro soggiorno. Tutto tranquillo, tutto sicuro, pasti ottimi ed abbondanti, la veduta dalle loro suite si aprirà a perdita d'occhio sulle miserie di questa popolazione silenziosa, educata, civile, comprensiva....ed invisibile. Chissà se si chiederanno, non vedendola :"...ma dove sono gli uomini, le donne, i bambini..." Chissà se qualcuno avrà il coraggio di rispondere :"...per sicurezza ...li abbiamo relegati nelle loro tende, ma hanno assicurata l'ora d'aria dopo la mezzanotte...del resto è da un po' che li alleniamo...ormai sono dei campeggiatori professionisti!". La Roccaforte del Perfezionismo è situata in quel condominio della Scuola della Guardia di Finanza che si dice non più di proprietà dello Stato già dal 2004 quando un certo sig. Siniscalco mise sul mercato per conto del Governo (credo con un governo non di sinistra) più di 300 beni. Tra questi anche la caserma che fu ceduta ad un Fondo Immobiliare costituito da nomi celebri (il si dice è sempre d'obbligo!!!!...ma è anche vero che voce di popolo è voce di Dio!): Srg spa, del gruppo Finnat, Imi, Barclays, Royal Bank of Scotland, Leheman Brother, venute quest'ultime, alla ribalta anche per altri motivi. Ed il fatto che non ci siano smentite in tal senso, fa supporre che almeno se non tutto qualche verità sia stata centrata. Chissà se è centrata anche la notizia del "..quanto mi/ci costi.." di affitto questo "monolocale". Si parla di 13 milioni di € annui, più un 10 milioni per ristrutturare, stuccare, adornare, imbottire gli occhi degli ospiti che verranno con l'ostentazione di cui si nutre il nostro puffo. Ma quello che non è stato mai smentito, quindi da ritenere se non vero almeno in odore di verità, è anche tutto l'apparato sotterraneo di questa caserma di cui si parla. Contiene i caveau della Banca d'Italia con fondi di riserva della Zecca, è talmente vasto che si gira in auto (si parla di 23 ettari ??), un bunker sostitutivo di quelli romani in caso di attacco di un ipotetico nemico...anche informatico, un eliporto per far atterrare oltre che gli elicotteri anche gli aerei a decollo verticale, una santa barbara, ed altro ancora. I costi per tenere in piedi in questa occasione irripetibile ce li suggerisce Bertolaso in una delle sue tante dichiarazioni ":...Alla Maddalena il solo costo per la sicurezza dei Grandi era quantificato in 118 milioni, e là avremmo dovuto affittare due navi, che ci sarebbero costate altri 10 milioni, per ospitare i 3000 giornalisti accreditati. Con il trasferimento all’Aquila queste cifre vengono ricondotte a numeri risibili. A spanne - ha proseguito Bertolaso - le spese che dovremo affrontare saranno quelle per interpreti, mezzi di trasporto e opere leggere per l’adattamento della caserma Giudice di Coppito. Una somma che dovrebbe oscillare tra i 10 e i 30 milioni di euro..." ed ancora "...«si renderà questo summit molto più sobrio e più serio". Alla faccia.... So solo che già mi vedo il finale di questa sceneggiata dall'alto di questo palco, queste "star" che ci guarderanno con quel pizzico di compassione istituzionale che mai guasta in questi casi, e come negli altri precedenti incontri salottieri dei G (il numero varia a seconda degli umori) tenutesi per altri problemi, uno a caso la Fame, i risultati conseguiti saranno i soliti: Il Nulla. So anche che il nostro piccolo ciambellano dopo essersi sbracciato con pacche a destra e manca, tra sorrisi a 56 denti e schiamazzi in prima fila, ostentando la ormai demenziale ripetitiva battuta sull'altezza, si getterà in pasto delle TV, più gonfio del solito, per annunciare al popolo intero :"...che sono state gettate basi solide, ci siamo trovati tutti coesi (è impossibile tralasciare oggi questa parola in un'intervista) affinché si faccia qualche cosa di veramente serio per sollevarci da questi problemi che attanagliano il mondo" per poi dimenticarsene e successivamente chiedere magari all'Africa un falso SCUSA!!. Mi ricorda tanto quella barzelletta che girava tanti anni fa circa la ripartizione di una sottoscrizione fatta per lenire la fame in India: erano stati sorpresi dei tizi che intorno ad una montagna di soldi si distribuivano le banconote e dicevano: "questo è per te, questo è per me e questo è per l'India...." e giù manico ad ombrello. Non me ne vogliano gli indiani...è logicamente una stupida barzelletta che non offende certo la loro dignità, ma quella di chi si spartiva i soldi. Lo stesso risultato lo si è avuto con la FAME, con l'AFRICA, con l'ANIDRIDE CARBONICA, con la PACE nei paesi dimenticati e lo sarà anche per i SACRIFICI AQUILANI, per i problemi MONDIALI il risultato è di già di per sè scontato.

sabato 4 luglio 2009

FIGURE DI PERSONE... NON DI CERTO VIP - 8 -

Ci si potrebbe chiedere, il perché e la correlazione di questo mazzo di fiori con il personaggio descritto. Nulla! E' solo un modo mediatico per presentare le mie scuse, alla Sig.ra Giovanna, per non essere riuscito a trovare nel web, altre foto o link che ampliassero visivamente e documentaristicamente, quanto da Dario illustrato con rispetto ed ammirazione. Una persona non certo sconosciuta, ma sicuramente umile e schiva dai ringraziamenti per tutto quello che ha fatto, fa e continuerà a fare a dispetto di chi vorrebbe, invece, impedirglielo. (F.G.)


di Dario Petrolati


Giovanna Punzo : un personaggio involontario


A Piazzale Mazzini oltre al bar dei cinesi, l'edicola di Maurizio, c'è anche la figura di Giovanna Punzo, la Signora Istituzione che io ebbi la fortuna d'incontrare una mattina di qualche anno fa.
E' una Signora Antica con la schiena ancora diritta nonostante gli ultra 80 anni passati-subiti da un tempo. Era il 2 giugno e con il Corriere della Sera ben piegato sotto le braccia sentivo 'sta signora brontolare con una gran voglia di contestare ogni persona e cosa sul suo cammino. Senza troppo vedere e prevenire tentò di attraversare il grande Piazzale, chiamato dai padovani Piazza Mazzini, anche se le vetture tiravano diritto senza badare ai pedoni che numerosi attraversavano lo spazio ignorando le strisce pedonali. Mi preoccupai, almeno tentai di trattenere, avvertire la signora, che era pericoloso ed anche contro la legge e l'incolumità fisica camminare ove veniva a mente, senza osservare alcuna regola. Io non sapevo chi fosse e dato l'aspetto molto dimesso, quasi la scambiai per una povera che si arrangiava a tirare avanti, o facendo pulizie, o altre faccende in casa d'altri. Giovanna Punzo aveva ed anche ora porta usurate scarpe da tennis fuori misura, un pullover scuro senza colore alcuno, ed una gonna talmente portata che rimaneva addosso solo per pietà. Ormai piuttosto che farla incorrere in un pericoloso incidente la presi-trattenni per un braccio e chiedendole scusa per l'atto cercai di capire chi fosse e subito reagì spiegandomi perché intendeva attraversare la strada come e quando voleva. "Mi chiamo Giovanna Punzo e come libera cittadina non intendo subire ordini o vessazioni da chiunque, stimo la libertà ed il pensiero conseguente-la Costituzione Repubblicana-sono in poche parole libera pensatrice che anticipa la dignità totale di ogni persona ossequiente la legge italiana. Io sono la vedova dell'ex Presidente del Tribunale di Padova a sua volta figlio del Presidente del Tribunale di Verona che sentenziò la condanna contro Ciano ed i suoi accoliti". Visto che l'ascoltavo tacendo e con interesse la Signora Punzo mi trattenne sul marciapiedi eppoi come per istinto mi volle portare su in casa sua, davanti l'edicola di Maurizio, un appartamentino povero, pieno di scarpe spaiate sotto mobili vecchi, assieme a qualche gattone che le faceva compagnia. Era una casa povera - povera vissuta senza più persone oltre Giovanna. Mi raccontò più volte l'avventura della sua vita, l'aiuto che spesso forniva alle povere ragazze che facevano la vita e per questo si era presa botte in testa e sulla faccia dagli sfruttatori, l'abbandono del figlio grande che ormai viveva in Germania con una docente universitaria che però le serbava odio senza ragione. E questo le sembrava insopportabile. Giovanna legge, comprandolo ogni mattina, il Corsera, e sempre mi chiede preoccupata sulla fine del nostro povero Paese :"Che ne sarà della nostra Italia" dice spesso-quasi sempre-. "Non è bastato il fascismo, la dittatura, ora anche 'sto avventuriero che sta azzerando coscienze e trascina giù forse l'impossibile la nostra bella Italia". E giù a parlare del futuro, del passato, della gioventù, della sua vita sprecata, buttata così.
Giovanna Punzo è una povera vecchia ancora lucida, laureata, che si preoccupa del futuro tutto, ed ogni volta riprende a chiedermi consigli per salvare la Sua Patria. Nell'ambito del grande Piazzale ed anche oltre, tutti la conoscono, ma Lei è sempre di fretta come se avesse qualcuno ad aspettarla. Giovanna è sempre sola e vorrebbe aiutare sempre qualcuno, anche se è Lei ad avere bisogno di tutto. Questa è Giovanna Punzo che sempre si aggira da queste parti. Se qualche volta non la si vede in giro, subito tutti ci agitiamo e magari Lei sta dando da mangiare a qualche randagio gatto.

martedì 30 giugno 2009

LIBRI SUL SOFA' DELLE MUSE - 13 -






di Dario Petrolati


CIOCCOLATA A COLAZIONE - Pamela Moore

Inevitabile il confronto per gli anni in cui si svolsero i fatti, le giovani età delle autrici, il successo e la paura esistenziale, lo sfruttamento nel cinema, per le avventure apparenti slegate da ogni regola. Erano gli anni caldi facili ove essere belli era anche importante, come la forza se si era maschi. L'apparire insomma lo stupire, il facile e l'ebbrezza della vita che prometteva ubriacature di piaceri, macchine grandi e colorate senza problemi in apparenza. Il mondo in una risata ed il sesso sfrenato senza regole con piaceri immaginati. In Francia era venuta prima l'avventura di Francois Sagan della ricca borghesia con il suo Bonjour Tristesse. Non c'era più la vecchiaia la malattia lo sforzo il dubbio. Solo un futuro lungo assolato fatto di droga e vita senza rendersi conto di quanto attorno c'era. Sin da ragazzi giovanissimi si doveva provare credere di esistere in proprio sfrenatamente, mangiare ogni tempo di vita. Mentre nel mondo intero si svolgevano guerre davvero e l'Africa non finiva mai di ribaltarsi come terra di conquista per i bianchi, che senza scrupolo la consideravano ancora premio per la meglio vita a spese degli indigeni. Nell'altra parte del mondo si vedeva solo luce e chi pagava erano sempre gli altri. Francois Sagan seppur ragazza si perse con i più grandi , con le donne già navigate e sulla via del tramonto. Tribolò senza rendersi conto sino ad esprimere la voglia eterna di vivere, mal concepita tanto che spesso diceva nei giochi in terrazza: Qui giace e non sa rassegnarsi-Francoise Sagan- rideva da stupida quando credeva eterna l'avventura chiamata vita. In America una ragazza sconosciuta ai più scrisse " Cioccolata a colazione ". Si chiamava Pamela Moore era nata nel 1937 e dopo vari ripetuti tentativi nel campo della recitazione teatrale e cinematografica, era vissuta ad Holljwood, sempre andati a vuoto, si trasferi in Europa e qui dopo varie ricerche mentali, dubbi sempre e frustrazioni, si convinse d'inventare una storia di suoi coetanei e scriverne un resoconto. La storia inesistente di gioventù bruciata le procurò un enorme successo editoriale e fama di scrittrice anche se giovanissima. Parevano le vite di Francois Sagan e di Pamela Moore quasi una prova uno scherzo anche crudele del destino o di chi sa e può creare esistenze chiamate anche vita. Esperimenti crudeli e fondi sempre irrorati da bevande e droghe, fughe e ritorni a bocca aperta, sempre ridendo affondando nei sensi e nel nulla che credettero tutto invece. Francoise era abituata sorretta forse da agenti ed interessi economici che la spinsero più a lungo ad esperimentare l'avventura sino a cadere sovente e rialzarsi per produrre soldi. Pamela invece era già fragile e regalava i suoi giorni a tutti anche a coloro che la guardavano ridendo dopo l'avventura sessuale imbombita di droga e bevande misteriose. Erano gli anni dei suicidi facili, delle sfide al cielo, prove e riprove con dio in saccoccia senza sapere, conoscere, amare. La vita presa come avventura - laguna addormentata - scivolate allegre per strade sconosciute. Tutto era lecito e facile-andare e ritornare: recita senza biglietto-tutto gratis. Sola, forse accaldata, prese con rabbia una carabina e si sparò addosso. Forse le era sembrato bello ed ammirevole il gesto stesso che nel 1961 aveva compiuto Hemingway il grande uomo sempre ubriaco scrittore di fama mondiale. Pamela aveva 27 anni e il suo eroe che l'aveva preceduta avrebbe potuto esserle padre. "Cioccolata a colazione" durò varie estati e dopo le edizioni non troppo commerciali si passò alle facili traduzioni da portare in tasca che duravano pochi lettori. Il successo fece arricchire agenti e circoli editoriali, Pamela non seppe mai che poi dopo pochi anni il suo libro sarebbe diventato sempre più raro sino a scomparire dal mercato. Forse l'estremo gesto disperato la farà ricordare tra gli autori minori di una epoca in cui è anche facile morire. Ho letto quel libro e sempre ho pensato alla sorte matrigna dell'autrice, a Francois Sagan, a Jean Seberg. Tre donne legate nella fine drammatica, sfinite, inseguite dalla voglia di non saper vivere. Jean Seberg seppure solo attrice di cinema, ora giace dimenticata nel cimitero degli artisti a Parigi , non troppo lontano dalla tomba di Maupassant. Nessuno volle riconoscerla quando trovarono il suo nudo giovane corpo dentro un taxi parigino. E sempre le tre donne mi fanno pensare-pensare alla vita che non hanno avuto - alla violenza -all'inganno perenne sempre pronto per chiunque. Cioccolata a colazione-ma non solo.

giovedì 25 giugno 2009

SENIGALLIA E LA BETTINO PADOVANO RICORDANO....



di Franco Giannini

Non ci è riuscita la pioggia, non ci è riuscita neppure la concomitanza di questo Ensemble Musicale con un altro evento importante per la città che si teneva ad un centinaio di metri, non ci è riuscito neppure il solito "campanilismo" italiano, a far si che il pubblico non fosse così numeroso come invece è stato. Ad onor del vero l'unico "neo" iniziale si è avuto con un problema acustico derivante, più dall'acustica in per se stessa dell'auditorium, dall'imperfetto funzionamento dei microfoni. Gli interventi di tutti coloro che hanno introdotto e commentato i brani ed alla fine hanno presentato gli interpreti, sono risultati quasi incomprensibili. Ma voglio ben sottolineare, non certo per loro incapacità comunicativa. Sono riuscito a comprendere solo tre parole, forse perchè pronunciate con più enfasi e con un tono di voce più alta, dall' Assessore ai Servizi Sociali Volpini che, ricordando la figura di Maria Nilde Cerri, così la descriveva "...preparata, colta, disponibile...". Mi hanno colpito queste parole, perché è così che anche io la ricordo...come del resto mi è rimasta indelebile quella foto mentale che ho di Lei quando nel giorno di Natale, con tutti i suoi fratelli, e di conseguenza con tutti gli altri Ospiti, era solita pranzare alla Casa Protetta nella Sala da Pranzo comune, in quel tavolo a destra entrando...
La serata era iniziata con la presentazione dell'evento musicale da parte della Presidente della Casa Protetta Francesca Paci che anche lei, la ricordava, però attraverso dei passi di un libro.
Ma, come del resto rammentava l'invito, ricordando Nilde si riaccordavano gli strumenti e si passava all'ascolto di buona musica. Si iniziava allora con un sestetto, non proprio giovanissimo rispetto l'età media dei componenti che avrebbero poi fatto seguito, di Fisarmoniche che sulle note di "Strangers in the night", spezzavano il così detto ghiaccio iniziale, in una sala dove per la verità il calore si faceva sentire... non certo inteso come temperatura. Ma si sa, poi, che quando entrano sulla scena i "piccolini", si piazzano sulle arpe ed intonano una dolcissima musica che rievoca le cineserie del Sol Levante, il pubblico di già caldo, tende a sciogliersi completamente. I lampi delle fotocamere allora si sprecano, qualche parente tra il pubblico, estrae il fazzoletto...e si soffia il naso per disinvoltura, ma si capisce che si trattiene dal dire con orgoglio "...quella a destra è mia...". Non si smette di battere le mani per la prestazione delle arpe, che si deve proseguire per l'entrata di tutta l'orchestra. Un'orchestra, ed ecco l'accenno al campanilismo di poc'anzi, formata da musicisti della Bettino Padovano di Senigallia, dalla Scuola Musicale Civica A. Vivaldi di Misano Adriatico e dell'Istituto Musicale G.B. Pergolesi di Ancona. Giovani musicisti che si sono preparati, visitandosi e provando, vicendevolmente nelle loro rispettive scuole, con l'unico intento di fare e di far fare ai loro insegnanti, una splendida figura. Cosa in cui sono riusciti perfettamente. Impeccabili nella divisa rappresentata da una semplicissima maglietta bianca, simbolo di candore, pulizia, espresso in questo caso oltre che per l'età anche per la tipologia musicale dei brani scelti, che per gli strumenti adottati (flauti, violini, arpe...), spiccava il rosso-nero dei leggii su cui stavano gli spartiti, quasi inosservati, perché la loro attenzione era tutta rivolta al direttore o alla direttrice dell'esecuzione. Sette i brani suonati, tutti gradevoli e ben accetti ad un pubblico entusiasta e partecipante. Tantissimi gli applausi sia per i giovani esecutori, sia per i loro maestri. Alla fine la loro presentazione, uno per uno, con la concessione e l'orgoglio, ancora per loro è possibile, della confessione dell'età: il più anziano Andrea 17 anni, il più giovane Fabrizio 4 anni, gli altri tutti tra i 5/12 anni. Per tutti il modesto dono di una rosa, unitamente al dono invisibile di un ricordo del tutto personale, per un evento, che essendo per molti il primo, resterà, almeno lo si spera, ma ne sono quasi certo, indelebile nei loro cuori. Concludeva la serata un generoso buffet, offerto dalla scuola Bettino Padovano e servito dal personale della Casa Protetta, in questo caso nelle vesti di volontarie, con l'intento di raccogliere fondi a favore dell'Associazione AUSER, sempre più che disponibile nel volontariato a favore degli Anziani e Non.

domenica 21 giugno 2009

SIAMO TUTTI PINOCCHI E MIOPI




di Franco Giannini

E' di circa un anno fa, l'incontro salottistico della FAO a Roma, dove, a detta di tutti gli intervenuti sia che fossero dei paesi "evoluti" che di quelli "ritenuti sommersi", c'era stato un nulla di fatto. Le parole ufficiali, avevano sancito, che soldi non ce ne erano e che ci si sarebbe dovuti rincontrare per risolvere questo difficile, annoso, angoscioso ( strano che l'unica cosa che si trova in questi incontri, sono gli innumerevoli, falsi quanto spudorati aggettivi) non rinviabile problema. Ecco, che pochi giorni or sono, dopo poco più o poco meno di 350 giorni dal fallimento di quell'incontro, si leva il monito del Santo Padre, che dal Vaticano, "striglia" i potenti della terra, mai impotenti come in questo caso, a gettare un occhio ai diseredati di questo mondo, e grida anche Lui il Suo "Basta con la Fame!!". Quasi all'unisono, la FAO sciorina lì un po' di dati tramite il suo direttore Jacques Diouf, dal 1 Gennaio 1994 alla direzione della FAO: superato il miliardo di persone che soffrono la fame (1miliardo e 20milioni), non c'è più solo fame tra i paesi sottosviluppati, ma è una malattia che sta dilagando anche su quelli che continuiamo a volersi ritenere sviluppati. Ancora sono solo (si fa per dire) un 15/20 milioni gli individui, in questi paesi evoluti, gli affamati. L'incremento di questi nuovi "diseredati di lusso" delle patrie del benessere, nel 2008, hanno avuto un incremento del 15%. L'incremento del numero di affamati invece in tutto il mondo, sempre nel 2008 è stato invece del 11%. E qui gli economisti e gli statistici si deliziano a fare tabelle di dati già passati e quelli di previsioni, che però a coloro che muoiono di fame possono fregare sempre di meno. Il dato più concreto, sta in quel comunicato di un anno fa, in cui ci si dava appuntamento per un nuovo incontro, per decidere, poi, che cosa non si sà. Ma staremo a vedere. Però nessuno ha riportato o quantomeno il dato, se è stato calcolato, non è stato eccessivamente pubblicizzato, di quante morti per fame sia colpevole questo lasso di 365 giorni circa, che i nostri "impotenti" hanno impiegato per riflettere sul che cosa "non fare". Si il non fare, perché alla fine è questo il loro pensiero primario. Infatti queste sono le parole che il Direttore della FAO pronunciava il 17 Ottobre del 2008, a Roma, in occasione della conferenza "World Food Security: the Challenges of Climate Change and Bioenergy”...."Voglio riaffermare con forza – ha dichiarato il Direttore Generale- che abbiamo i mezzi e le conoscenze per sradicare la situazione di fame cronica in cui versano 923 milioni di persone. Sappiamo anche cosa è necessario fare per raddoppiare la produzione alimentare mondiale e riuscire a nutrire una popolazione che si prevede raggiungerà i 9 miliardi di persone nel 2050”..... “Quello che occorre (…) è la volontà politica e il mantenimento degli impegni finanziari presi, per riuscire a fare gli investimenti necessari a promuovere lo sviluppo sostenibile del settore agricolo nei paesi più poveri ”. Come dire allora che trattasi di semplice "negligenza", una semplice mancanza di volontà, dettata dall'abbondanza di egoismo, falsità, menefreghismo. Impegni presi da vari governi per un importo di 22 miliardi di $ nel 2008, ma che sono stati onorati effettivamente per solo un 10%. Solamente il Giappone ha onorato gli impegni presi, per per il 2009 ha infatti versato 78,4 milioni di $ nelle casse della FAO. Anche il presidente di un altro dei tanti enti associazioni, commissioni, istituti, fondi, agenzie che vorticano intorno all'ONU, con apparentamenti vari, un certo Matthew Wyatt del Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo -IFAD- sostiene, senza ombra di alcun dubbio, che "...il modo migliore è investire nei piccoli agricoltori. Anche i paesi poveri hanno bisogno di stimoli economici che si concentrino su di essi". C'è, però, sempre il da chiedersi come si intende attuare detto programma, che già i paesi poveri attuano e che non incide, visti i metodi e gli strumenti che essi usano, solo per dare vita a quella che gli economisti chiamano "agricoltura di sopravvivenza". I metodi sono arcaici come arcaici sono gli strumenti che vengono usati. Intanto il nostro Marchionne dice che i suoi trattori non si vendono perché non c'è richiesta. Allora perché non svuotare i magazzini, qui, nel terzo mondo prendendo a pagamento le loro ricchezze del sottosuolo, non però con fini di speculazione come fin ad oggi fatto, ma come merce di scambio, ai reali e giusti prezzi di mercato, salvaguardando quell'impatto ambientale di cui tutti fin ad oggi se ne sono stra fregati. Lo so, fare questo non è impossibile, ma è fantapolitica economica perché manca la volontà di farlo. Meglio parlare, far vedere che ci si da da fare, organizzare incontri conviviali e salottieri tenendo ben ancorati i fondi schiena a quelle poltrone. Ecco allora che già è stato inserito in agenda, per novembre, sempre a Roma, un nuovo incontro il Word Food Summit, patrocinato sempre dalla FAO e che radunerà, guarda caso, i capi di Stato di tutto il mondo. Il programma verterà sul tema "Affrontare il problema Fame alla Radice". Patetici, falsi e neppure Furbi ! Io, invece, da uomo della strada mi chiedo a che cosa serva ma soprattutto quanto venga a costare, un'organizzazione con 1600 funzionari, 2000 impiegati, un "castello" di stanze a Roma, un partorire continuo di meeting. Mi chiedo ancora se sia giusto che un Direttore in auge dal 1 gennaio del 1994 e i cui risultati non è che si siano visti più di tanto, non sia più giusto, oramai, che dopo 15 anni ritornasse al suo paese e lasciasse il posto a qualcun altro con la speranza che realizzi qualche cosa di più di quello da lui fin qui ottenuto. C'è invece una continua speculazione sulla fame stessa, con le quotazioni del grano dimezzate ma con i costi della pasta e del pane in aumento. E questo sia nei paesi ricchi che in quelli "sfigati", proprio a dire che tutto il mondo è un paese e che è ora che si aprano gli occhi e ci si renda conto che non è pensabile proseguire una lotta tra poveri, ma consociare tutte le nostre forze, contro quei pochi "coloro" che in virtù dei loro sporchi ed immensi interessi, promettono ma non mantengono. Promettono e non mantengono accecati da un' ingordigia che non permette loro di vedere le immense masse di affamati che prima o poi invaderanno gli stati più opulenti come immense orde di cavallette, annientando anche i lori interessi. Quindi ciechi , ingordi e stupidi, se solo pensassero che ancora il bancomat post mortem di cui dotare la loro bara non è stato ancora inventato, per cui di conseguenza, saranno costretti a lasciare quanto sono riusciti ad accaparrarsi nel corso di questa vita terrena.

sabato 20 giugno 2009

UN ALTRO COMPLOTTO...PRIMA DEI G8...


Leggo sul blog di MISS KAPPA e pubblico, come da richiesta finale, la lettera inviata al Quirinale.
Se c'è qualcuno interessato oltre alle elezioni anche ai veri problemi reali del paese, può ulteriormente fotocopiare e spedire alla sede ed al numero segnato sotto la lettera. (FG)




Sabato 20 Giugno 2009


Al Gentilissimo Giorgio Napolitano Presidente della RepubblicaAlla Segreteria Generale del Capo dello Stato - (rif.Dott. Marra e Dott. Ruffo).


Gentilissimo Presidente,
stiamo, in questi momenti drammatici, istituendo coordinamenti di cittadini e Sindaci che chiedano a lei un incontro ufficiale per istituire un reale tavolo Istituzionale da insediare al Quirinale e da lei guidato, che porterà a buon fine la ricostruzione in ogni minimo dettaglio soprattutto in merito al capitolo trasparenza investimenti e gare d'appalto.Si intravedono cordate di ditte nordiste che con finte gare d'appalto vengono già inserite nel decreto stesso in discussione in queste ore. Presidente le chiediamo di non firmare il Decreto, di non permettere che attraverso il bavaglio del Parlamento come ormai prassi antidemocratica di questo Governo, si giunga al ricatto verso le popolazioni, basando il decreto sul principio anticostituzionale e di palese violazione del Titolo Quinto della Costituzione. Le chiediamo inoltre di permettere l'apertura di un fascicolo penale e civile per accertare le responsabilità del Governo in merito ai mancati controlli sismici dell'area come erano stati richiesti da Ingegneri dell'Enea in data 12/02/09 (lettere originali pubblicate su La Repubblica in Aprile 2009), attraverso documenti ufficiali inoltrati al Ministro Matteoli.L'accavallarsi di strane anomalie e forti incompetenze da un punto di vista tecnico e scientifico nella protezione civile ormai carrozzone di corruttele dei partiti, ne ha fatto di Bertolaso un capo carismatico indiscusso ed ecco le conseguenze reali di una reale strage di Stato preannunciata anche dalle foto del satellite del CNR scattate sempre tra Dicembre e Febbraio 2009 dove si notava la faglia già in fase di scorrimento la profonda frattura constesso epicentro dove poi si è verificata la catastrofe. Chiediamo giustizia soprattutto perché qualcuno aveva da anni pensato di sciogliere la Commissione Grandi Rischi e in Italia come mi ha precisato il Prof.G.Evangelista di Pisa, membro ed esperto licenziato probabilmente da quella Commissione affinché divenisse nel tempo appannaggio e strapotere esclusivo della finta protezione Civile carrozzone di corruttele e strane assunzioni clientelari (da tempo).Attendiamo celeri riscontri e risposte da lei come sempre all'altezza del ruolo di Rango Istituzionale che ricopre con dignità e nel rispetto delle regole sancite dalla Costituzione. Con stima, la ringraziamo per l'attenzione rivoltaci ieri nel contattarci personalmente e direttamente attraverso la sua Segreteria Generale.

Coordinamento nazionale " Aiutiamo L'Abruzzo" Rocco Carlomagno - progetto solidarietà Basilicata aiuta L' Abruzzo cell.348/5312034
-Manuela Tanturri -Stefania Pace cell 3200245059- Romina e tantissimi studenti , donne e uomini delle istituzioni locali dell'Abruzzo.

Aggiungete il vostro nome stampate e inviate un fax al Quirinale al numero 0646993041

Il Quirinale ci ha contattato ieri pomeriggio chiedendo di fare un fax con i contenuti

Fate girare. Più siamo e più forza abbiamo